Pazienti

Sono tante le circostanze in cui una persona può trovarsi nella necessità di prendere più di una medicina, oppure di dover assumere un farmaco nello stesso periodo in cui sta prendendo altre cose, come erbe, medicine non tradizionali, sostanze di abuso, ecc. A volte possono essere situazioni temporanee, come il trattamento di un episodio infettivo che va ad aggiungersi a terapie di disturbi cronici. Altre volte, come accade nelle persone anziane, sono presenti più disturbi cronici che necessitano di trattamenti concomitanti.

La preoccupazione su come tutto questo vada a mescolarsi nel nostro corpo è più che legittima. E’ anche, secondo indagini USA, la più frequente delle preoccupazioni di chi varca la porta di un ambulatorio medico.

Il medico e il farmacista, per poter fare valutazioni corrette, devono essere informati in modo esaustivo su tutto quello che assumiamo (e abbiamo assunto nelle ultime settimane), anche dei prodotti che a noi apparirebbero “privi di significato”, come i prodotti “naturali”. A parte il fatto che molti farmaci sono concentrati di sostanze naturali, resta che il nostro organismo considera ogni sostanza che introduciamo nel medesimo modo: “sostanza estranea”.

Anche i cibi non sfuggono a questa considerazione. Alcuni, come il pompelmo, sono famosi per i problemi che possono provocare nell’interazione coi farmaci. Altri, sicuramente meno rilevanti, possono diventare problematici se assunti in quantità eccessive.

Il fumo di sigaretta è un altro esempio di introduzione di sostanze estranee che possono diminuire l’efficacia di molte medicine.

Interactions Explorer è pensato come strumento in mano ai professionisti. L’utilizzo diretto da parte dei pazienti è vivamente sconsigliato, tranne che nel caso in cui venga a costituire un elemento di confronto con il medico e il farmacista di fiducia, così come si farebbe leggendo una informazione su una rivista o su internet.