Medici

* I medici, anche i più attenti, sono spesso in difficoltà sulle interazioni farmacologiche. A dispetto di una prevalenza elevata di interazioni significative esiste un vero e proprio problema di disconoscimento: uno studio (Glassman, 2002) su 263 medici di ogni specialità ci dice che vengono ignorate nel 40% dei casi anche situazioni gravi, potenzialmente letali. Per questo qualcuno parla di “epidemia silenziosa”.

Non si tratta unicamente di trascuratezza: c’è il problema di una complessità che appare ingestibile.

Gli studi clinici controllati sulle interazioni coprono una quota ridottissima delle possibilità: solitamente riguardano solo coppie i farmaci, mentre invece raramente i pazienti assumono così pochi principi attivi (tra farmaci ed altro): dunque ci si muove in un terreno che non è quello della “evidence based medicine”.

Impossibile, se si vuole affrontare il problema, non fare riferimento a banche dati. Molti software di supporto ai medici hanno alcuni limiti, che Interactions Explorer ha cercato di superare, chiedendo però ai professionisti uno sforzo di approfondimento.

I programmi solitamente in uso generano degli “allarmi” quando coppie di farmaci sono poco compatibili: questa modalità non si è rivelata particolarmente efficace nemmeno in situazioni semplici (coppie di farmaci) perché dopo un po’ i medici tendono ad ignorare gli “allarmi”. Il nostro parere è che questa modalità confini i medici in un atteggiamento troppo passivo: abbiamo pensato che da questo punto di vista era molto meglio fornire ai professionisti tutti i dati utili a prendere una decisione secondo”giudizio clinico”.

Un altro limite grossolano è nell’assenza di supporto quando i farmaci o i principi attivi sono più di due. Interactions Explorer permette di fare ipotesi su situazioni con molti principi attivi in gioco contemporaneamente.

Da ultimo, quasi mai vengono presi in considerazione principi attivi non farmacologici, mentre nella vita reale i pazienti assumono medicine non tradizionali, integratori, erbe, sostanze di abuso, ecc. o hanno abitudini alimentari che interferiscono anche pesantemente con le terapie.

L’innovatività di Interactions Explorer è dunque nel tentativo da un lato di restituire al medico l’interesse per i meccanismi delle interazioni, dall’altro nel coprire la complessità delle situazioni possibili.