Informazioni

 

Interactions Explorer è tecnicamente un “database relazionale“. E’ stato costruito in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia.

In modo più semplice possiamo dire che è una specie di rivista, a dimensione enciclopedica, che viene continuamente aggiornata con informazioni utili al monitoraggio delle interazioni farmacologiche e che si propone al “lettore” con una enorme immediatezza nel selezionare le informazioni di interesse e valutarle visivamente.

Tutto ciò che viene richiesto inizialmente è di introdurre i nomi dei principi attivi, o direttamente, o attraverso i nomi commerciali dei farmaci, o (i farmacisti) attraverso i codici A.I.C.

Fatto ciò si aprono possibilità di analisi su diversi livelli, dai più semplici ai più sofisticati. Il tutto nel giro di pochi minuti.

 

Per chiarire i contenuti tecnici di questa “enciclopedia”  vi invitiamo a considerare il ragionamento da noi seguito per costruire Interactions Explorer.

Ci siamo chiesti: se avessimo 10 ore di tempo da dedicare ad ogni singolo cliente, volendo garantirgli una terapia il più sicura possibile, cosa faremmo?

Sostanzialmente cercheremmo informazioni per fare poi una sintesi.

Noi le abbiamo cercate secondo 4 modalità:

1)      I foglietti illustrativi dei farmaci in prescrizione

2)      Eventuali studi della letteratura scientifica che prendano in considerazione gli effetti di più farmaci in prescrizione somministrati insieme

3)      Eventuali studi della letteratura scientifica che illustrino le vie metaboliche dei farmaci in prescrizione

4)      Eventuali descrizioni di casi clinici (case reports) di interazioni dei  farmaci in prescrizione

 

 

1)     I foglietti illustrativi sono senz’altro la prima fonte. Sulle  interazioni hanno qualche difetto:

  • Le informazioni sono sparse, anche quando ci sia una sezione dedicata non è detto che raccolga tutto quello che sul foglietto è scritto al riguardo.
  • Le informazioni hanno un periodo di latenza rispetto agli studi: l’aggiornamento del foglietto illustrativo può seguire di molti mesi o addirittura anni quanto riscontrato dalla ricerca.
  • Spesso sono segnalate interazioni con classi di farmaci o sostanze impossibili da ricordare, ad es. «CONTROINDICATO con i substrati di CYP3A4 che prolungano il QTc» o «EVITARE i potenti inibitori di CYP2C9» o «SCONSIGLIATO con farmaci ad escrezione prevalentemente renale». .

Confrontando poi il prontuario USA e quello italiano ci si rende conto che quello americano contiene in genere molte più informazioni e l’aggiornamento è molto più frequente. Per questo motivo abbiamo deciso di importare nel nostro strumento le informazioni dai foglietti illustrativi statunitensi. 

 

2)      Gli studi della letteratura scientifica sulle associazioni riguardano in genere le interazioni di coppie di farmaci. In media ogni farmaco è stato studiato con altri sei (ben piccola cosa rispetto al mare delle possibilità!). Vediamo come vengono fatti questi studi.

Si reclutano in genere una dozzina di volontari sani e dopo un periodo di astensione da assunzione di sostanze o farmaci che possano “inquinare” il quadro metabolico (wash-out) si somministra il farmaco 1. Quando il farmaco 1 dopo qualche giorno ha raggiunto un livello ematico stabile, si aggiunge il farmaco 2. Si vanno quindi a verificare i parametri farmacocinetici per vedere cosa è cambiato nel sangue, in particolare le rispettive concentrazioni nel tempo (AUC = Area sotto la curva delle concentrazioni), che rappresentano la migliore indicazione della presenza del farmaco nell’organismo.

 

3)      Questo ci introduce alla terza fonte di informazioni, cioè gli studi della letteratura scientifica che illustrano le vie metaboliche dei farmaci.

Possiamo dire che un farmaco (o più in generale un principio attivo) in genere va incontro nell’organismo ad una trasformazione (ad opera di enzimi) regolata anche attraverso i vari passaggi delle membrane cellulari (ad opera di proteine di trasporto).

La trasformazione serve in genere a inattivare il farmaco e a trasformarlo da lipofilo (in grado di entrare  nella membrana cellulare) a idrofilo (in grado di essere escreto).

Quello che abbiamo appena descritto fa però riferimento solo ad una delle proprietà metaboliche di un farmaco, cioè quella di essere un substrato, cioè di essere solo oggetto delle attività di enzimi e proteine di trasporto.

Ma i farmaci possono avere anche un ruolo attivo attraverso inibizione e induzione delle attività di enzimi e proteine di trasporto.

Un farmaco infatti può ridurre o accelerare il metabolismo enzimatico proprio o di un secondo farmaco  attraverso una inibizione degli stessi (con modificazioni che possono essere più o meno reversibili) o attraverso lo stimolo cellulare alla produzione di nuovi enzimi o proteine (induzione enzimatica). Una inibizione è anche possibile attraverso la semplice competizione per gli stessi enzimi o proteine di trasporto. Vedi un breve (2:57”) video a https://www.youtube.com/watch?v=aNbNNWz3XEs

E’ utile ricordare che gli effetti di tali modificazioni possono essere contestuali (cioè un principio attivo può essere substrato, inibitore e induttore dello stesso enzima/proteina), additivi (più principi attivi possono sommare la loro inibizione o induzione su un enzima/proteina) e differenziati nella tempistica (l’inibizione è questione di poche ore, l’induzione richiede giorni, dal momento che comporta la trascrizione proteica).

 

4)     Quarta ed ultima fonte informativa sono i case reports, cioè descrizioni di casi clinici. I case reports hanno uno scarso valore scientifico, ma possono suggerire riflessioni su quanto si osserva.

 

 

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I LIMITI

 

L’estrema complessità, soprattutto delle interazioni di tipo farmacocinetico, non permetterà mai un controllo sicuro e totale delle prescrizioni terapeutiche: dunque una quota di rischio è ineludibile. Lo sforzo di mettere a disposizione il maggior numero di dati possibile va dunque letto nell’ottica di ridurre il rischio.

Le informazioni presenti del database non sono e non possono essere esaustive della letteratura scientifica, essendoci troppe variabili nella raccolta della stessa (differenze di parole chiave nelle varie banche dati, diversi criteri di esclusione di lavori, ecc.). Saremo contenti se voi stessi ci segnalerete lavori scientifici non citati che ritenete importanti. I dati di Interactions Explorer sono riferiti esclusivamente a studi di biologia umana.

Gli stessi foglietti illustrativi sono fonti parziali: non tutte le interazioni farmacodinamiche e farmacocinetiche sono riportate. Alcune sono “intuibili” per il medico (p.e. che un sedativo possa avere effetti depressogeni sul SNC con altri psicofarmaci o con l’alcol), altre, soprattutto quelle farmacocinetiche lo sono molto meno. In generale l’utilizzo di Interactions Explorer© non sostituisce in alcun modo la lettura dei foglietti illustrativi.

La letteratura scientifica e gli stessi foglietti illustrativi sono infine scritti in un linguaggio tutt’altro che univoco. I dati offerti sono dunque il frutto di uno studio e una interpretazione delle fonti. Anche in questa quota di arbitrarietà esiste uno spazio di discussione cui siete invitati a prender parte attiva.

 

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